Diagnosticare il cancro con un’app

Anche se – considerando il tema – potrebbe non essere conveniente aprire false promesse – forse un giorno non troppo lontano sarà possibile diagnosticare una grave patologia attraverso una semplice app. O, almeno, è quello che spera un gruppo di ricercatori di un’università statunitense, attualmente impegnata per la predisposizione di un software dal semplice utilizzo e dal miracoloso risultato.

Di fatti, un’applicazione per smartphone, messa a punto da una équipe di ricercatori di Boston, dovrebbe consentire di diagnosticare i tumori a distanza, e in maniera precoce, aprendo pertanto nuovi scenari nella pronta e tempestiva cura di queste gravi patologie. Ma come funziona?

Secondo quanto afferma il team di ricercatori statunitensi, con questa app sarà possibile realizzare screening molto utili in caso di cancro all’utero, per esempio, il terzo più frequente al mondo nei paesi in via di sviluppo, dove lo smartphone è sempre più diffuso. Facile comprendere quali siano i principali vantaggi: oltre a garantire una tempestiva diagnosi, si eviterebbero costose e fastidiose analisi come le biopsie, come esplicitamente ricordato da un articolo pubblicato il 13 aprile dalla rivista Pnas.

Stabilito ciò, l’idea dei ricercatori sarebbe quella di piazzare campioni di sangue, o di tessuti, in un piccolo dispositivo che li illumina e li ingrandisce per essere fotografati dall’obiettivo dello smartphone. Le immagini così catturate sono poi inviate a un server remoto che individua le cellule maligne, sintomo della presenza di lesioni precancerose o cancerose.

Il problema principale è naturalmente quello della risoluzione. Un problema comunque aggirato attraverso un ottimo tecnicismo. Di fatto, dal momento che lo smartphone non ha la risoluzione di un microscopio, i ricercatori hanno provveduto ad integrare i campioni da testare con delle microsfere ricoperte di anticorpi che permettono di agganciarsi alle cellule cancerose. Le microsfere sono in grado di diffrangere la luce, garantendo pertanto una maggiore visibilità. Lo spettro di diffrazione viene infatti interpretato da un server remoto che lo può rinviare allo smartphone attraverso un’immagine pulita e nitida, individuando eventuali cellule cancerogene, e consentendo dunque la diagnosi.

Sempre secondo quanto affermato dall’equipe dei ricercatori, la procedura è veloce (richiede circa 45 minuti) e molto economica (il costo stimato è di 1,70 euro). Un onere pertanto facilmente affrontabile, che potrebbe ridursi in modo ancora più significativo in proporzione alla maggiore diffusione del processo di telediagnosi, affidabile esattamente come i metodi tradizionali. In futuro, si chiude infine la nota, il sistema potrà essere utilizzato anche per poter diagnosticare numerosi altri tipi di malattia.

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