Europa, migliorano le indicazioni dai dati PMI

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Pubblicati nel corso degli ultimi giorni, passati apparentemente in secondo piano rispetto ad altre vicende che hanno mediaticamente assunto una maggiore rilevanza, sono stati pubblicati i nuovi dati preliminari sui PMI europei, dalla cui analisi giungono considerazioni complessivamente positive. Il dato composito relativo alla rilevazione del mese di gennaio afferma che, rispetto alle attese degli analisti relative a una modesta accelerazione, si è dovuto far fronte a un rallentamento da 54,4 punti a 54,3 punti: una contrazione che tuttavia non solamente non deve essere assunta in modo negativo, ma deve essere interpretata sotto una luce comunque soddisfacente, tenuto conto che la flessione è ritenuta evidentemente marginale e lascia l’indagine a ridosso dei massimi dal 2011.

Per quanto concerne un’analisi a livello settoriale, rileviamo invece come le indagini di cui sopra stiano scontando un calo della fiducia per le imprese di servizi, con il PMI relativo che è scivolato da 53,7 punti a 53,6 punti nel corso della rilevazione relativa al mese di gennaio, a fronte invece di un miglioramento per l’indicatore sul manifatturiero che sale da 54,9 punti a 55,1 punti.

Per quanto riguarda le analisi su base nazionale, si riscontra altresì come in Germania si possa registrare una decisa correzione per il PMI servizi, che sempre per quanto concerne la rilevazione relativa al mese di gennaio scende da 54,3 punti a 53,2 punti e torna dunque sui minimi da quattro mesi, pur confermandosi in territorio ampiamente espansivo (sopra la soglia di 50 punti). Di segno opposto però l’esito dello stesso sondaggio presso le imprese manifatturiere, con l’indice che sale al massimo degli ultimi tre anni accelerando da 55,6 punti a 56,5 punti in gennaio. In Francia infine le stime preliminari mostrano ampi progressi per l’attività presso le imprese di servizi con il PMI in aumento da 52,9 punti a 53,9 punti, accompagnate da una sostanziale conferma dell’indice per il manifatturiero sui livelli di dicembre (da 53,5 punti a 53,4 punti). Nel complesso il quadro rimane positivo per le indagini di fiducia, in attesa che ulteriori conferme di un’accelerazione del ciclo tra fine 2016 e inizio 2017 arrivino anche dalle statistiche reali.

Vedremo inoltre, dalle pubblicazioni in previsione per i prossimi giorni, se i buoni propositi potranno o meno essere rispettati anche dalle numerose altre statistiche in programma all’interno del calendario macro europeo del vecchio Continente e, in particolar modo, dell’eurozona.

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