Fatturato in flessione per CNH Industrial

CNH Industrial ha comunicato di aver chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un fatturato in flessione del 4,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a quota 17 miliardi di euro, un margine operativo industriale a 998 milioni di euro (-3,9 per cento anno su anno) e un risultato netto negativo per 345 milioni di euro. La marginalità mostra un leggero miglioramento al 5,6 per cento rispetto al 5,5 per cento dei primi 9 mesi 2015.

Nonostante le difficili prospettive del mercato di riferimento il Gruppo ha confermato gli obiettivi 2016 per la marginalità operativa delle attività industriali e i ricavi netti, rispettivamente in un range compreso tra 5,2 per cento e 5,8 per cento e 23 miliardi di euro e 24 miliardi di euro. Il debito finanziario netto è atteso a 1,5-1,8 miliardi di euro, escluso il pagamento di 500 milioni di euroalla Commissione Europea. La società, presieduta da Marchionne, ha annunciato, inoltre, di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione delle attività di produzione di macchinari di Kongskilde Industries, di proprietà del gruppo danese Dansk Kandbrugs Grovvareselskab. L’acquisizione prevede un trasferimento di asset relativi alle attività di Kongskilde Industries nei segmenti: preparazione del terreno, semina, fienagione e foraggio. Al momento non emergono spunti particolari sulla società, che sui multipli di mercato risulta correttamente valutata.

Per quanto concerne invece l’intero comparto motoristico di appartenenza, per il momento il mercato italiano dell’auto sta proseguendo su un discreto sentiero della crescita, anche se a ritmi più contenuti rispetto a quelli che gli analisti avevano avuto modo di esaminare e toccare con mano nei trimestri precedenti. Ne è dimostrazione il fatto che i dati sulle immatricolazioni di novembre 2016 – gli ultimi a nostra disposizione – evidenziano una crescita dell’8,2 per cento, praticamente dimezzata rispetto al +16,7 per cento dei primi 10 mesi dell’anno. Le prospettive per i prossimi due anni appaiono comunque confortanti: secondo il Centro studi Promotor, nel 2017 le immatricolazioni dovrebbero tornare sopra i 2 milioni di unità, con un progresso dell’11 per cento rispetto a 1.830.000 consegne previste per l’intero 2016. Nel 2018, sempre secondo la stessa fonte, le immatricolazioni dovrebbero salire a 2.150.000 unità (+5,9 per cento), raggiungendo il livello considerato fisiologico per l’Italia.

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