Musk punta Solar City e mette in campo 2,8 miliardi di dollari

Nuovi passi in avanti di Elon Musk, il visionario numero 1 di Tesla, nei confronti dei business ecoenergetici. Stando a quanto viene reso noto dalla stampa statunitense, infatti, Elon Musk ha messo sul piatto ben 2,8 miliardi di dollari per poter acquistare la SolarCity, il principale produttore e installatore di pannelli solari negli Stati Uniti. Dunque, non certo un operatore qualsiasi, bensì il leader nordamericano di un mercato in continua espansione.

Al di là degli altri aspetti di valutazione finanziaria, quello che sembra essere chiaro è che attraverso tale operazione Musk desidera chiudere una sorta di cerchio ideale che il top manager immagina da diverso tempo, e che è basato sulle vetture della Tesla, sulle batterie per gli edifici di Tesla Energy e ora sui sistemi fotovoltaici di SolarCity. Dunque, una sorta di ecosistema elettrico perfetto che è alimentato da fonti di energia rinnovabile, in grado di ridurre la bolletta e i rifornimenti delle vetture grazie all’indipendenza dalla rete.

Per quanto concerne, più nel dettaglio, le caratteristiche dell’offerta, Tesla avrebbe offerto alla SolarCity un importo compreso tra i 26,50 e i 28,50 dollari per azione, ovvero un premium price tra il 25 e il 35 per cento in più rispetto alla quotazione in Borsa. La proposta dovrà ora essere approvata dal consiglio di amministrazione della società target, dopo una fase di due diligence. Complessivamente, pertanto, una spesa per le tasche di Tesla pari a 2,6 – 2,8 miliardi di dollari. Un importo certamente piuttosto rilevante, che tuttavia potrebbero essere poca cosa rispetto ai vantaggi, in termini di sinergia, che Musk potrebbe ottenere.

L’aleatorietà dei risultati ottenibili in termini di vantaggio sinergico attraverso tale mossa ha comunque generato reazioni piuttosto discordanti da parte degli investitori. Nelle ore successive all’annuncio, infatti, le azioni di SolarCity hanno compiuto un balzo di quasi il 15 per cento, mentre quelle di Tesla hanno perso circa il 12 per cento.

Si tenga infine conto come SolarCity collabori già con Tesla, ma non sia in attivo. Per quanto concerne il solo primo trimestre 2016, ad esempio, la società ha chiuso in perdita per 26 milioni di dollari, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’azienda si dice comunque fiduciosa di poter raggiungere il punto di pareggio entro la fine dell’anno.

Se l’operazione verrà approvata, Tesla non sarà più un solo costruttore e produttore di accumulatori, bensì un fornitore di soluzioni a tutto tondo.

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