Solo un cittadino su tre “capisce” la finanza

Secondo quanto afferma un report curato da Standard &Poor’s, Gallup, World Bank e Global financial literacy, realizzato per misurare il livello di alfabetizzazione finanziaria degli adulti, con coinvolgimento di un vasto campione di più di 150 mila persone in oltre 140 paesi del mondo, circa un cittadino su tre “comprenderebbe” la finanza.

In particolare, la ricerca sostiene che nel mondo esistono 3,5 miliardi di adulti, la maggior parte nei paesi in via di sviluppo, che non conoscono i concetti finanziari di base e soltanto il 33 per cento degli adulti è risultato alfabetizzato: dunque, uno su tre.

Per arrivare a questo risultato l’agenzia ha formulato domande relative a quattro concetti di base essenziali per prendere decisioni in campo economico (diversificazione del rischio, inflazione, interesse e interesse composto). Come ricordato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, che lo scorso 20 novembre ha ribaltato la notizia, una domanda sottoposta ai 150 mila intervistati era:

Ipotizziamo che nei prossimi dieci anni i prezzi delle cose che lei acquista raddoppino. Se anche il suo reddito raddoppia, il suo potere d’acquisto sarà inferiore a quello di oggi, sarà lo stesso o maggiore?

La risposta corretta era, naturalmente, “lo stesso”. Tuttavia, la domanda, pur basilare, sembra aver messo in crisi tantissimi utenti coinvolti nel sondaggio.

Come era intuibile, inoltre, le differenze tra i livelli di alfabetizzazione finanziaria sono risultati molto elevati: ad esempio, in Australia, Canada, Danimarca, Finlandia , Germania Israele, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Regno unito, almeno quasi due intervistati su tre hanno risposto correttamente a tre domande su quattro.

In altri Paesi le cose sono andate abbastanza male. E, purtroppo, è anche il caso dell’Italia, dove solamente il 37% degli adulti è risultato essere “alfabeta” finanziario., contro una percentuale che in Spagna è al 49%, e in Francia è al 52 %.

Sempre secondo la ricerca, in molti Paesi la cultura finanziaria è aumentata contestualmente al momento in cui sono comparsi alcuni eclatanti casi di risparmio tradito. Naturalmente, in tempi quali questi, contraddistinti da un maggiore livello di integrazione finanziaria europea, è chiaro che i nostri concittadini non possano permettersi un simile livello di arretratezza di cultura finanziaria. E proprio per questo motivo le autorità bancarie sembrano essere al lavoro per cercare di predisporre percorsi di facile fruizione – e per qualsiasi fascia anagrafica e di cultura di base – utili per allineare le conoscenze finanziarie a un livello almeno sufficiente.

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