TomTom entra nel settore delle action camera

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Dopo aver spopolato nel settore dei sistemi di navigazione satellitare per auto & co., TomTom ha scelto di allargare i propri orizzonti attraverso la predisposizione commerciale della propria prima action camera, vero e proprio rivale delle più note Go-Pro. L’impresa di TomTom non è certo semplice (il mercato è già ricco di agguerriti competitors), ma forte di una buona esperienza nel settore dei sistemi di rilevazione e navigazione, TomTom potrebbe creare qualche ghiotta sinergia.

La scelta di TomTom, finalizzata a diversificare i propri business, è d’altronde quasi obbligata. In un mercato dalle preferenze sempre più mutevoli, focalizzarsi su un unico “core” potrebbe essere dannoso. E così, la società multinazionale olandese ha ben pensato di non rimanere con le mani in mano, e sbarcare in un nuovo settore che non faccia rimanere TomTom infangata in quello dei navigatori.

Chi ha la migliore memoria sa bene quanto gli olandesi ci abbiano già provato. Nel 2013 TomTom aveva già debuttato nel settore degli sport watch, i gps da polso capaci di indicare agli sportivi dove si trovano, e monitorare le proprie prestazioni. Quindi, il 29 aprile scorso, il varo di un nuovo segmento, quello delle action cam.

Chiamata Bandit, il prodotto è sostanzialmente un’action camera dotata di un sistema di rilevazione gps in grado di unire una ottima qualità delle immagini a dimensioni molto compatte e ottime prestazioni. Comandabile con un unico pulsante, è trasportabile con sicurezza ovunque: sulla neve, sulla moto, in bicicletta, sott’acqua. La batteria promette almeno tre tre ore di autonomia e tanto, tanto divertimento: come avviene con la Go-Pro, sarà possibile cercare di raccontare in soggettiva le proprie gesta più o meno estreme.

Per poter creare un valore aggiunto che potesse farla distinguere dai principali concorrenti, TomTom ha altresì predisposto un benefit in più: la possibilità di poter montare in automatico una sequenza di alcuni minuti, da poter condividere con tempestività, senza dover procedere al caricamento e al montaggio su un personal computer.

Non è certamente un caso che lo slogan sia “Share it while it’s hot“, ovvero, “condividilo quando è ancora caldo”. Per poter ottenere questo gradevole risultato TomTom ha sintetizzato un algoritmo che è capace di guidare i sensori di movimento nell’individuazione delle parti più movimentate delle riprese, leggendo l’altitudine, la velocità, la forza di gravità, l’accelerazione e l’eccitazione nella pulsazione cardiaca.

Sembra tutto molto bello e, probabilmente, lo è per davvero. Noi non vediamo l’ora di provarla, e voi?

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