Treno giapponese da record: oltre 600 chilometri orari!

Dal Giappone arriva un nuovo record che potrebbe far impallidire qualsiasi ferrovia europea. Nel Paese asiatico è infatti realtà un innovativo progetto di un treno a lievitazione magnetica, che non tocca la rotaie e, soprattutto, ha raggiunto l’invidiabile record di velocità di 603 chilometri orari.

Il test è stato effettuato con successo su una linea sperimentale, che ha riguardato il modello L0 (zero) dei convogli ultrarapidi Shinkansen, che sono sempre più lanciati verso il superamento di barriere che sembravano impossibili da oltrepassare. Non è inoltre detto che il record non possa essere battuto successivamente: già un paio di settimane fa lo stesso treno aveva infatti toccato i 590 chilometri orari, sconfiggendo così il suo stesso record di 581 km/h che risaliva però al “lontano” 2003.

Prodotto dalla Mitsubishi Heavy Industries, una delle storiche aziende della macroarea, in collaborazione con una divisione locale del gruppo JR Central, il treno è strutturato da sette carrozze ed ha visto la positiva sperimentazione sulla linea di prova di Yamanashi, un tratto di quello che sarà il futuro collegamento ultraveloce tra le città di Tokyo e Nagoya.

Detto ciò, giova cercare di calarsi su quelle che potranno essere le capacità di tale treno. Per rendersi conto di quanto vada veloce, sia sufficiente ribadire come a livello teorico, ammesso che esista una simile infrastruttura in Italia, sarebbe possibile coprire la distanza tra Milano e Roma in poco meno di un’ora.

Per quanto infine attiene la tecnologia utilizzata per l’impresa, si ricorda che la capacità del treno di non toccare il suolo deriva dalla Maglev ed è basata sul ricorso alla forza repulsiva che si genera fra due magneti simili. La propulsione è prodotta anche dall’alternanza orizzontale delle fasi di attrazione e di repulsione, esistenti fra poli opposti.

Tuttavia, rispetto a quanto avvenuto qualche tempo per i treni realizzati da Siemens, e già operativi nel collegamento fra lo scalo aeroportuale di Shanghai e il centro della città cinese, la tecnologia giapponese ricorre efficacemente a magneti superconduttori che consumano una quantità inferiore di corrente grazie a temperature di funzionamento molto ridotte. In agginta a ciò, il sollevamento del treno e il movimento del convoglio avvengono mediante magneti che sono posizionati verticalmente, ai lati della struttura, garantendo pertanto un sostegno del treno più agevole, e mantenendolo a una distanza superiore dal suolo: 10 centimetri rispetto al solo centimetro del Transrapid tedesco.

Non rimane ora che attendere gli ulteriori sviluppi di tale innovazione tecnologica. Che ne pensate?

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