Trimestrale Generali oltre le attese

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Generali ha chiuso il primo trimestre dell’anno con risultati più positivi di quelli attesi. In particolare, nei primi tre mesi del 2015 il gruppo ha realizzato un utile netto di 682 mld, 3,3% e un ebit di 1,3 mld, 6%, per il miglior dato degli ultimi sette anni. Merito, principalmente, del segmento Vita, dove l’ebit è cresciuto dell’8,2% a 823 min grazie alla redditività della raccolta e alla gestione finanziaria.

Di contro, sottolineava il quotidiano Italia Oggi, nel ramo Danni l’utile operativo si è attestato invece a 505 min (-4,6%), per il maggior impatto di sinistri catastrofali in Italia e Centro Europa (Germania e Austria) per circa 70 min. Nonostante la flessione, il top management di Generali non sembra essere preoccupato, tanto che il direttore finanziario della compagnia, Alberto Minali ha ribadito in una conference call come “gli indicatori di performance del business non catastrofale sottostante rimangono eccellenti e continuano a essere tali”.

Sempre in riferimento allo stesso periodo di odierna attenzione, Generali ha conseguito premi complessivi per 20,1 mld ( 8,3%), sostenuti dalla raccolta del business Vita ( 12,7% a 13,66 mid) e registrando una crescita in tutti i principali mercati: Italia ( 30,9%), Germania ( 9%), Francia ( 13,3%) e Cee ( 6,5%). Stabile invece la raccolta del ramo Danni ( 0,1%) a 6,5 mld. Nel ramo Vita, la nuova produzione è stata di 322 mln con margini al 22,5%, mentre nel Danni il combined ratio è cresciuto al 93,3%. Per quanto attiene il profilo patrimoniale, Generali ha chiuso con Solvency I ratio al 168%, contro il 156% di fine 2014. Includendo altresì la cessione di Bsi, il ratio pro-forma è stato del 177%.

Durante la conference call vi è infine stato il tempo necessario per parlare di Telecom, con il top manager che ha ribadito come la quota del 4,32% detenuta attraverso la holding Telco sarà oggetto di valutazione approfondita (una volta che le authority argentine avranno rilasciato il proprio nulla osta).

Sostanzialmente soddisfatti gli analisti, con Citigroup – concludeva Italia Oggi – che ha confermato la raccomandazione neutral con target price a 17,7 euro. Per Imi il rating è buy con target price a 20,6 euro, mentre Equita conferma hold e target price a 19 euro, sottolineando l’esistenza di risultati leggermente superiori alle attese, soprattutto sul fronte Vita, grazie a una buona gestione finanziaria, e come il Solvency I ratio in crescita rispetto alle attese rimanga comunque il dato più importante.

Non rimane ora che puntare gli occhi sul secondo trimestre, quello in corso, per il quale si attendono comunque dei dati soddisfacenti in grado di trainare ulteriormente la crescita riscontrata nella primissima parte dell’anno.

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