Turismo, al sud vacanze più lunghe e spese ridotte

Secondo quanto evidenzia Banca d’Italia nella sua Indagine campionaria sul turismo internazionale dell’Italia, i turisti stranieri preferirebbero allungare le proprie vacanze al sud Italia. Probabilmente, prosegue l’analisi, perché proprio nel Mezzogiorno le spese sono più contenute.

Stando all’osservazione, infatti, nel 2014 gli stranieri avrebbero speso circa 7.910 milioni di euro al Centro, 6.383 milioni di euro nel Nord Est, 4.163 milioni di euro nel Nord Ovest, 3.367 milioni di euro al Sud e nelle isole. Curioso osservare, in tal proposito, come l’82% della spesa al Mezzogiorno sia tuttavia contraddistinta da viaggi lunghi (di almeno 7 notti), contrariamente a quanto avvenga nel Nord Ovest, dove invece il 54% della spesa turistica degli stranieri si concentra su viaggi brevi. Ne consegue che la durata media del viaggio è di 10,4 giorni al Sud e nelle isole, e di soli 6,7 giorni quale media nazionale.

Più complessivamente, l’Italia si conferma al quinto posto per destinazione e per spesa dei turisti internazionali, superata da Stati Uniti (130 miliardi di euro), Spagna (47 miliardi di euro), Francia (43 miliardi di euro) e Cina (33 miliardi di euro). La quinta posizione dell’Italia (33 miliardi di euro) è inoltre messa in seria, serissima discussione dalla Thailandia, con 32 miliardi di euro.

L’Italia giunge altresì in quinta posizione per quanto concerne il numero di turisti stranieri che approdano nella sua regione. In questo caso al primo posto figura però la Francia, con 85 milioni di turisti, seguita da Stati Uniti (70 milioni) , Spagna (61 milioni) e Cina (56 milioni). La posizione tricolore (con 48 milioni) è relativamente salda, considerando che in sesta posizione c’è la Turchia, che di turisti ne può finora contare “solamente” 38 milioni.

Lo studio segnala altresì come con il passare del tempo i viaggiatori internazionali abbiano cambiato le proprie caratteristiche turistiche, diminuendo la durata media del viaggio, e portando in incremento la spesa media giornaliera. E così, tra il 1990 e il 2013 i viaggiatori internazionali sono cresciuti a un tasso del 4% a/a, contro un incremento del 7% a/a della spesa. Progressivamente, sembra infine essersi ridotta la quota di mercato delle principali destinazioni turistiche (Francia, Spagna, Stati Uniti) a vantaggio degli emergenti Cina, Thailandia, India, Malaysia.

Nel 2014 rimane altresì stabile il saldo della bilancia turistica italiana, con differenza tra entrate e uscite di circa 12,5 miliardi di euro (poco meno di 230 milioni in meno dell’anno precedente).

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